VDA: Digital Soul

Convention Var Group 2022 | Digital Soul

Anche quest’anno Var Digital Art sarà tra i protagonisti della Convention Var Group che si svolgerà al Palariccione il 20 e 21 ottobre 2022 proponendo due progetti che approfondiranno il concetto di Digital Soul, attraverso l’impiego di Intelligenza Artificiale e tecnologie digitali ponendo costantemente al centro la sensibilità in rapporto al mondo digitale.

Tunnel immersivo

Un display eccezionale lungo 9 metri costituito da grandi ledwall che lo spettattore potrà percorre vivendo un’esperienza immersiva e sorprendente.

Il tunnel rappresenta uno Stargate tra il mondo fisico e quello digitale e simboleggia un viaggio nel tempo, tra presente, passato e futuro,  attraverso i molteplici significati restituiti dalle opere degli artisti Leonardo PetrucciPamela Diamante e Matteo Basilè che si alterneranno durante i due giorni di Convention.

Opera Vortexy di Leonardo Petrucci
Vortexy, Leonardo Petrucci
Opera Pamela Diamante: Generare corpi celesti
Generare Corpi Celesti, Pamela Diamante
Opera Matteo Basile Generare Corpi Celesti
C0, Matteo Basilé

Leonardo Petrucci 
(Grosseto, 1986)


Opera: Vortexy

VORTEXY è un’animazione in loop della galassia M51, nota anche come Galassia Vortice, la quale viene rapidamente trasformata in un insieme di cefalopodi tramite un software di Intelligenza Artificiale.
L’andamento spiraliforme si aggiunge ad un ingrandimento del nucleo della galassia fino a divenire un mare di inchiostro nero ed infine paesaggio marino.
Il punto di contatto tra l’universo e gli abissi sono la chiave di lettura di gran parte della ricerca di Petrucci, legata indissolubilmente al mondo alchemico.

Si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si laurea nel 2009 con una tesi sul rapporto tra arte e alchimia, ambito che ancora caratterizza la sua ricerca. Dal 2012 lavora nel suo studio presso il Pastificio Cerere nel quartiere di San Lorenzo a Roma. La sua ricerca artistica si concentra attorno a tematiche che da sempre affascinano l’essere umano, date le proprietà mistiche e simboliche che possiedono materie come la Geometria Sacra, l’Alchimia, la Cabala e l’Astrologia. L’aspetto fondamentale nelle sue opere è la capacità di intrecciare tra questi campi, tematiche più contemporanee e scientifiche, come la Biologia, la Fisica Quantistica e l’Astronomia, attribuendo così un aspetto di maggiore veridicità alla visione d’insieme. Ha esposto presso numerosi spazi espostivi, prendendo parte a mostre personali e collettive: Tessitura Cosmica, Istituto Italiano di Cultura (Santiago del Cile, 2021 ); Once Upon a Time, Gilda Lavia, (Roma, 2019); 8, Bibo’s Place (Roma, 2018); Rubedo, nm>contemporary (Principato di Monaco, 2018); RED HOPE, Zinouzi Tapí – Carpet Shop (Roma, 2017); The Light Hides The Lights, Fondazione Baruchello (Roma, 2016); Melancolia, Una vetrina (Roma, 2015); Where is Dawn now?, Pastificio Cerere, in collaborazione con NASA, ASI, INAF (Roma, 2015); There Is No Place Like Home, Via di Valle Aurelia (Roma, 2015); In che senso Italiano? (Ancora!), Bibo’s Place (Todi, 2015); You are here, Accademia di Romania (Roma, 2015); Antropofagia Simbiotica, Operativa Arte Contemporanea (Roma, 2014); Il peso della mia luce, Operativa Arte Contemporanea (Roma, 2013); Resolve et Scoagula, unconventional twins #1, Studio d’Arte Pino Casagrande (Roma, 2011).

Pamela Diamante 
(Bari, 1985)


Opera: Generare Corpi Celesti – Esercizi di stile

Il video è una riflessione sul futuro dell’advertising e sulla volontà di alcune startup di trasformare il cielo in un immenso cartellone pubblicitario attraverso l’utilizzo di un display orbitale che sponsorizzerà i più importanti brand della società dei consumi. Se l’antropocentrismo insito nell’uomo riserva un futuro del tutto distopico in cui il risplendere di stelle millenarie sarà offuscato da insegne luminose, la privazione del senso di sublimazione derivante dal misurarsi con l’infinito, annullerà anche il rapporto trascendentale nel connettersi con la coscienza dell’esistenza e in questa alterità mostruosa sarà come divenire ciechi d’innanzi l’infinito. Nel brano che accompagna il video, realizzato con il compositore Marco Malasomma, un non vedente descrive le emozioni che provava osservando il cielo stellato.

Ex Caporal Maggiore dell’Esercito Italiano, si diploma in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari nel 2016. Vive e lavora a Bari.
L’approccio metodologico di Diamante è caratterizzato da una costante analisi critica dei fenomeni che producono un’alterazione percettiva nel nostro quotidiano, presenti nel mondo naturale, antropico, nelle nuove tecnologie e nell’impatto dei flussi di informazione. Le opere si presentano come dispositivi simbolici in cui è l’impianto concettuale a determinare i linguaggi rappresentativi che l’artista tende spesso ad ibridare, pur mantenendo per ogni elemento presente nell’opera le sue referenze di senso.
ll suo lavoro è stato esposto in istituzioni pubbliche e private come: Ioseb Grishashvili Historical Museum (Tbilisi 2021), CerModern Arts Center (Ankara 2021), Kyiv History Museum (Kiev 2021), Museo GAM (Torino 2020), Padiglione di Arte Contemporanea (Milano 2020), Museo CaMusAc (Cassino 2020), Concretespace (Miami 2019) Kooshk, (Teheran 2017), MAXXI (Roma 2016), Centro de Desarollo de las Artes Visuales, (Havana, 2015).
Nel 2019 ha vinto L’ Artists Development Programme della European Investment Bank, nel 2017 il Premio Italia-Argentina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nel 2015 il Premio Nazionale delle Arti promosso dal MIUR.
Sublimazione Inversa, a cura di Maria Concetta Monaci, Chiesa dei Bigi, Polo museale delle Clarisse, Grosseto 2016.

Matteo Basilé 
(Roma, 1974)


Opera: CO

Due video contengono un ensemble di quadri digitali legati al tema della Celeritas, intesa come elogio alla lentezza da una parte e alla velocità dall’altra, dove in un perfetto equilibrio fra comunicazione umana e tecnologia, si rivive insieme in gesti semplici e antichi come un abbraccio, un sorriso, uno sguardo o uno sfiorarsi.
Oggi come non mai c’è bisogno di amore, bellezza e storie che raccontino di Noi. Noi Italiani, Noi che ogni giorno ci trasformiamo in poeti e navigatori, tra Hashtag e Megabyte percorsi sulle autostrade digitali; Noi che con la nostra storia ridisegnamo la mappa umana di una civiltà millenaria proiettata nel futuro; Noi che abbiamo bisogno di rimanere connessi alla vita sempre, ovunque e meglio. Basilé intitola queste opere per VDA con la formula ‘C0’, che indica, attraverso la regola della relativi-tà ristretta, la velocità massima a cui può viaggiare tutta l’informazione nell’universo. Di fronte a questi dipinti da 600 fotogrammi al secondo, si rimane folgorati dalle atmosfere rarefatte e senza tempo, dove i personaggi sono immortalati in quel momento unico e irripetibile del ritrovarsi, salutarsi ed emozionarsi.

Inizia la sua carriera a metà degli anni ’90 ed è tra i primi artisti in Europa a fondere arte e tecnologia. La ricerca di Basilé riesce a conciliare in maniera inconfondibile idee apparentemente inconciliabili come bello e grottesco, come reale e surreale, naturale e artificiale. Esplorando la natura dell’essere umano, l’artista sviluppa una narrativa suddivisa in capitoli successivi: Quel che resta della Transavanguardia (2006) The Saints are Coming (2007), Thisoriented (2009), Thishumanity (2010), Landing (2012), Unseen (2014), Pietra Santa (2016), Viaggio al Centro della Terra (2017) Stardust (2018), Memento (2019), Mnemosyne (2021) Hybrida (2022). Una serie di passaggi indipendenti in cui l’artista affronta la sua percezione dell’esistenza.
La ricerca di Basilé si evolve come un’interfaccia tra Oriente e Occidente (l’artista ha vissuto quasi 8 anni nel sud est asiatico), in una dialettica che opera come una collisione situata tra tradizione e modernità, tra sacro e profano. In tal modo, il glossario di Basilé non si fonda unicamente su segni e valori (per quanto atemporali e multiculturali), ma comprende altresì un linguaggio totalitario in cui il connubio tra sogno, fantasia e realtà non è più il mero soggetto dello scatto fotografico ma incarna una narrazione universalmente riconoscibile e soprattutto senza limiti di percezione. La sua profonda indagine del Sé, dell’Altro e dell’Altrove non solo corrisponde profondamente alla sua personale esperienza di vita, ma affronta allo stesso tempo il senso dell’esistenza nel contesto delle dinamiche che definiscono il moderno processo di globalizzazione. Vive e lavora a Roma.
La sua ampia attività espositiva si articola in numerossisime mostre personali e collettive presentate a partire dal 1994 a oggi, presso gallerie d’arte, musei e luoghi istituzionali in Italia e all’estero.
Nel 2009 è stato uno degli artisti invitati a esporre al Padiglione Italia per la LIII Biennale d’Arte di Venezia. Nel 2008 è invitato alla 15° Quadriennale di Roma.
Tra le sue mostre personali si ricordano: nel 2022, REPRESENTATION OF FAUST – Carte Blanche Art Gallery – Beijing, HYBRIDA -Visionarea Art Space – Rome; nel 2021, MNEMOSYNE – Galleria Giampaolo Abbondio – Todi (PG); nel 2019 MEMENTO – nm>contemporary – Monaco, MIRROR – Hongkun Museum of Fine Art – Beijing, MATER – Museo di Palazzo Bellomo – Siracusa – Italy, FALLING OUT OF TIME – United Art Museum – Wuhan – China; nel 2017, STARTING FROM THISHUMANITY – Palazzo Acquaviva, Atri (TE), VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA – Galleria PACK, Milan; nel 2016, PIETRA SANTA- MACRO MUSEUM – Rome, LUMEN ET UMBRA – Galleria Zeta Effe – Florence; nel 2014, PILGRIMAGE – DATA, Orto dell’Abbondanza – URBINO, UNSEEN – Museo D’Arte Moderna Vittoria Colonna, Pescara, UNSEEN – Palazzo Collicola , Spoleto, Italy; nel 2013 Matteo Basilé solo exhibition 2007/2013 – 53 ART MUSEUM – Guangzhou, China, LANDING – Espace Soardi – Nice, France ; nel 2012, THISHUMANITY – Istituto Italiano di Cultura di Madrid – Madrid, Spain, LANDING – Galleria GUIDI & SCHOEN – Genoa, Italy; nel 2011, THE FAR NEAR – THISHUMANITY – Hubey Provincial Academy of Art Museum, Wu Han City – China; nel 2010 THISHUMANITY – Galleria Pack – Milan, Italy, THE SAINTS ARE COMING – Last Act, Galleria EMME OTTO – Rome, Italy; nel 2009, THISORIENTED 2nd STAGE, BIASA ArtSpace, Bali; nel 2008, The Saints Are Coming, Villa Bottini, Lucca; nel 2007, Apparitions, MART, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Trento e Rovereto, Rovereto.
Sublimazione Inversa, a cura di Maria Concetta Monaci, Chiesa dei Bigi, Polo museale delle Clarisse, Grosseto 2016.

Opera collettiva

Un’opera d’arte corale e inclusiva aperta a tutti coloro che parteciperanno o seguiranno la Convention! Digital Soul, frutto della rielaborazione dell’esperienza vissuta durante l’evento verrà presentata a novembre e nasce dal contributo dei partecipanti e dal supporto della tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale. L’artista rielaborerà le parole chiave scelte dal pubblico per riproporle in forma d’arte. 

Antonio Barbieri 
(Rho, 1985)


Opera: Digital Soul

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La sua ricerca si propone di analizzare i cambiamenti della forma; come essa interagisce con l’ambiente, si costruisce, si struttura e come si modifica nel tempo e nello spazio. Nei suoi lavori c’è una fortissima componente tecnologica che spesso viene celata. Essa rimane in sottotraccia ma è centrale per lo sviluppo di un certo tipo di visione e per catturare suggestioni che altrimenti rimarrebbero inespresse.
Tale ricerca gli impone di scandagliare tematiche e discipline molto diverse tra loro. Ogni volta che aggiunge un nuovo sottolivello di ricerca, l’artista deve necessariamente strutturare un processo di lavoro da zero, questo lo porta ad ampliare moltissimo la sua gamma di conoscenze scientifiche e tecniche.
Da qui lo studio dell’evoluzione applicata agli alberi filogenetici oppure, la costruzione di ipotetiche forme naturali che emergono dalla fusione di elementi reali, allo studio della disposizione dei legami atomici di alcune molecole legate alla colorazione delle piante. Questo grado di multidisciplinarità lo porta ad avere un approccio alla materia molto eterogeneo e a sperimentare materiali diversi.
Ne derivano lavori con una forte componente tecnologica ma sempre legati a una certa tradizione iconografica.
Negli ultimi anni si focalizza sulle forme naturali derivate dall’acquisizione di dati e in generale su temi che sviluppino e facciano emergere le linee di forza della forma in un contesto evolutivo e universale. Tra i principali progetti espositivi, si segnalano:
– Under a White Sky. A cura di Luia Corsini e Ginevra di Biasio, Forte stella, Porto Ercole, 2022.
– Genetica della Forma. A cura di Davide Silvioli. Palazzo Collicola, Spoleto, 2022.
Organic Architectures, a cura di Davide Sarchioni, Officine Chigiotti, Palazzo agli Arcieri, Grosseto, 2021.
– Chiantissimo, a cura di Davide Sarchioni, San Casciano in Val di Pesa, 2021.
– Variation Form, a cura di Davide Silvioli, Centro per l’Arte Contemporanea Trebisonda, Perugia 2021.
– Capalbio Contemporary Art 2020 – Officine Chigiotti, a cura di Davide Sarchioni, Palazzo Collacchioni, Capalbio 2020.
– Chimere, a cura di Davide Sachioni, Accaventiquattro Home Gallery, Prato 2020.
– There is no wind on the Moon, a cura di Giacomo Guidi, Contemporary Cluster, Roma 2020.
– The Architectura Eloquentia, a cura di Giacomo Guidi, Contemporary Cluster, Roma 2019.
– Futuro Primitivo, a cura di Stefania Sagliocco, in collaborazionecon Galleria La Linea, Palazzo dei Priori, Montalcino 2019.
– La natura delle forme, a cura di Davide Sarchioni, Vetrya Corporate Campus, Orvieto 2019.
– Tecnica mista su carta, a cura di Davide Sarchioni, galleria Il Frantoio, Capalbio 2018.
– Forever never comes, a cura di Lapo Simeoni, area archeologica di Roselle, Grosseto 2018.
– Tensione mimetica, a cura di Davide Sarchioni, Palazzo Petrangeli Papini, Bagnoregio (VT) 2017.
– Aedes, per Nuove Elemosine, Una Vetrina, via del Consolato 12, Roma 2017.
– Premio Fornovecchino, a cura di Davide Sarchioni, Casa studio Thomas Lange, Castel Giorgio (VT) 2017.
– Oracolo, a cura di Carlo Pratis, Nevalon Festival, Montalcino 2017.
– Rainbow Catchers, a cura di Annika Pettini, Studi Festival, Milano 2017.
– MadeinForte, a cura di Davide Sarchioni e Beatrice Audrito, Forte dei Marmi 2017.

– TU35 – geografie dell’arte emergente in Toscana, a cura di Pietro Gaglianó e Alessandra Poggianti, Officina giovani, Prato 2016.
– BoCS Art – Residenze d’Artista, a cura di Alberto Dambruoso, Cosenza 2017.
– Resilience, in colaborazione con Galleria La Linea, Fortezza di Montalcino 2016.
Sublimazione Inversa, a cura di Maria Concetta Monaci, Chiesa dei Bigi, Polo museale delle Clarisse, Grosseto 2016.


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